Benessere digitale nelle professioni tech: perché lavorare seduti davanti a uno schermo non è “comodo” come sembra, e cosa succede alla mente quando la tecnologia corre più veloce di quanto un cervello umano possa reggere. Gabriele Gobbo, divulgatore e docente esperto di cultura digitale, dialoga con Paloma Donati, consulente e formatrice in ambito digital wellbeing.
✅ Perché il lavoro digitale non è solo comodo
✅ Il paradosso: più produttività, più stress
✅ Le professioni IT e cybersecurity più a rischio
✅ Tre pilastri per reggere il ritmo del digitale
✅ Il burnout: un problema aziendale, non personale
✅ Tre consigli da applicare da domani mattina
Paloma Donati parte da un’osservazione che sfata un luogo comune: chi lavora seduto al computer non è automaticamente “fortunato”. Il corpo ha i suoi problemi (postura, sedentarietà), ma il vero rischio è mentale: le tecnologie corrono a una velocità che il cervello umano, fatto di neuroni e non di circuiti, non riesce a reggere. Il risultato è un paradosso: più la tecnologia ci rende produttivi, più il tempo libero che ne ricaviamo finisce riempito da altro lavoro o da altre tecnologie.
Il confronto si sposta sulle professioni più esposte, come IT e cybersecurity, dove gli alert sono continui e l’attenzione non può mai davvero staccare. Da qui tre pilastri per rendere sostenibili queste professioni nel tempo, e la tesi che il burnout non è mai un problema del singolo dipendente, ma un problema sistemico che riguarda come l’azienda organizza il lavoro. Un’azienda che si prende cura del benessere delle proprie persone ne beneficia direttamente: meno errori, più attenzione, meno turnover.
👉 Guarda anche: Benessere in azienda, tecnologia e persone al centro – FvgTech #215
https://www.youtube.com/watch?v=kmzMtIr9FXg
💬 “Le macchine sono sempre più veloci, sempre più potenti, ma noi in realtà diventiamo sempre più stressati. Siamo seduti e sembra che stiamo tranquilli, sereni, ma è solo un’apparenza: il corpo ha bisogno di muoversi, la mente ha bisogno delle giuste pause. È il segreto del benessere, ma anche della produttività: non c’è produttività se non c’è benessere della persona.”
💬 “Più cose riusciamo a fare grazie alla tecnologia, più tempo libero riusciamo a ricavarci, e più lo riempiamo con altro lavoro. Complici anche le tecnologie pervasive, create apposta per tenerci incollati e non farci andare via. Lavoriamo sulle tecnologie, e poi il nostro tempo libero lo riempiamo con altre tecnologie.”
💬 “Il burnout del dipendente non è mai un problema suo, è un problema sistemico che deriva dall’organizzazione del lavoro. Quanto più i lavoratori stanno bene, tanto più sono produttivi e fidelizzati all’azienda. È nell’interesse dell’azienda prendersi cura delle proprie persone, anche rispettando la disconnessione quando finisce il turno di lavoro.”
FvgTech è il programma televisivo di divulgazione su tecnologia, Intelligenza Artificiale e cultura digitale, ideato e condotto da Gabriele Gobbo. In onda dal 2018 su oltre 20 emittenti e canali italiani in syndication gratuita, disponibile on demand su web, social, podcast e app. Oltre 280 puntate su futuro digitale, sicurezza online, social media e innovazione.
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Chi conduce FvgTech: Gabriele Gobbo è divulgatore digitale, speaker e autore. Vicepresidente del Digital Security Festival, firma di Agenda Digitale, ha presentato il libro Digitalogia alla Camera dei Deputati. Da oltre 280 puntate racconta tecnologia, Intelligenza Artificiale e cultura digitale con un linguaggio chiaro e accessibile.
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