
Fake news: dalle bufale che giravano già nella Roma antica alle immagini generate con l’Intelligenza Artificiale che oggi ingannano milioni di persone. Gabriele Gobbo, divulgatore e docente esperto di cultura digitale, racconta perché il problema non è mai stato il mezzo, ma chi lo usa, e come sia cambiato negli ultimi anni.
✅ Le bufale esistono da sempre
✅ Condividere “per sicurezza” non serve
✅ Quando una fake news fa danni economici
✅ Foto finte con milioni di like
✅ Le piattaforme sanno cosa succede
✅ Il senso critico resta la difesa
Il punto di partenza è una bufala classica: una notizia inventata che, condivisa migliaia di volte, comincia a sembrare vera. Le bufale non sono un’invenzione recente, esistevano già nella propaganda della Roma antica: cambia solo la velocità con cui oggi si diffondono. Il problema arriva quando quella notizia smette di essere innocua: ci sono casi di persone finite nel mirino di una tempesta di odio online per qualcosa che non hanno mai fatto, e casi concreti di danno economico reale, come un intero centro commerciale rimasto deserto per un falso allarme circolato via messaggio vocale.
La puntata affronta poi un salto di livello: dalle parole alle immagini. Foto di matrimoni mai avvenuti tra celebrità che superano gli undici milioni di like, immagini di monumenti in fiamme mai accadute che costringono le autorità a intervenire pubblicamente solo per calmare il panico, e persino raggiri sentimentali costruiti interamente su foto generate artificialmente, con vittime che perdono centinaia di migliaia di euro. Sempre più spesso non serve competenza tecnica: bastano pochi secondi e uno strumento gratuito per mettere in circolazione un’immagine convincente di qualunque cosa.
Il filo conduttore resta lo stesso da sempre: il senso critico. Cercare più fonti, diffidare di ciò che sembra troppo perfetto, e fermarsi a ragionare prima di condividere, soprattutto quando un messaggio fa leva sulla paura o sull’urgenza.
📌 Guarda ora la puntata completa!
👉 Guarda anche: Deepfake, cosa sono e come riconoscere i video falsi – FvgTech #209
https://www.youtube.com/watch?v=CFOygZPHuFQ
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Info Gabriele Gobbo:
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📝 ESTRATTO DALLA PUNTATA:
💬 “Le bufale non è che esistono da adesso, ed è colpa dei social. Le bugie sono sempre esistite: già nella politica romana c’erano i tentativi di fare uno storytelling del reale che non fosse poi tanto reale, a beneficio di chi lo raccontava.”
💬 “Condividere per sicurezza un post che dice di vietare a Facebook di usare le proprie foto non serve assolutamente a nulla. Quando vi siete iscritti avete firmato un contratto vincolante di pagine e pagine, dove è già spiegato cosa farà una piattaforma dei vostri dati.”
💬 “Bastano pochi secondi e uno strumento gratuito per mettere in circolazione una foto convincente di qualunque cosa: un crimine mai accaduto, un politico che non ha mai detto certe parole, una persona nei guai per qualcosa che non ha mai fatto. Ci siamo abituati a non credere alle parole, ora dobbiamo imparare a non credere nemmeno alle immagini.”
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